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Rinuncia congedo straordinario Legge 104: le novità del 2023

Il nostro ordinamento giuridico concede numerose tutele e agevolazioni ai familiari impegnati nell'assistenza di un parente con disabilità. La Legge 104/1992, nota come Testo Unico per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili, si propone di garantire il pieno rispetto della dignità umana e la tutela dei diritti di libertà e autonomia di coloro che vivono con una disabilità.


Tra le agevolazioni previste per i familiari, spicca il congedo straordinario, un periodo durante il quale è possibile astenersi dal lavoro mantenendo la percezione della retribuzione. Per rendere questo strumento ancora più flessibile e adattabile alle esigenze delle famiglie, l'INPS ha introdotto nel 2023 la nuova funzione di "Rinuncia al congedo straordinario" secondo quanto previsto dalla Legge 104.


Ma di cosa si tratta esattamente? Chi ne fa richiesta può rinunciare a una parte del periodo di congedo inizialmente richiesto? Scopri tutti i dettagli e le modalità di applicazione di questa importante novità nel nostro articolo!


Come funziona il congedo straordinario?

Il congedo straordinario rappresenta un sostegno di welfare fondamentale per coloro che desiderano dedicarsi all'assistenza di un familiare con grave disabilità, necessitante di un supporto continuativo (art. 3 comma 3 legge 104).

Tuttavia, è importante tenere presente il limite temporale massimo di fruizione, fissato a due anni nell'arco dell'intera carriera lavorativa. Un aspetto da considerare attentamente è che questo limite è cumulativo, quindi se più familiari intendono usufruirne, la somma totale dei periodi richiesti non può superare i due anni complessivi.

Un avviso cruciale: l'INPS, nella maggior parte dei casi, richiede la convivenza con il familiare affetto da disabilità grave per riconoscere il diritto al congedo. È essenziale stabilire la convivenza entro l'inizio del periodo di congedo e mantenerla per l'intera sua durata. Un elemento da tenere sempre presente per garantire il riconoscimento di questa importante agevolazione.


Chi può richiedere il congedo?


Non tutti i lavoratori dipendenti possono richiedere il congedo, poiché alcune categorie sono escluse da questa possibilità. Rimangono esclusi i seguenti:

  1. Lavoratori domestici e familiari;

  2. Lavoratori a domicilio;

  3. Lavoratori agricoli giornalieri;

  4. Lavoratori parasubordinati;

  5. Lavoratori con contratto part-time verticale durante i periodi di inattività.

È fondamentale tenere presente che l'ammissibilità al congedo segue una precisa scala di priorità in base alla presenza o assenza dell'avente diritto in via prioritaria.

Se rientri in una delle categorie sopra elencate, purtroppo, non potrai richiedere il congedo. Al contrario, se non sei menzionato, potrai presentare una specifica domanda sul sito istituzionale dell'INPS, accedendo con SPID o CIE. La corretta identificazione della tua categoria lavorativa è essenziale per assicurarti il riconoscimento di questo importante beneficio.


Rinuncia al congedo straordinario

Il 2023 è stato un anno ricco di novità per l'INPS, dal Supporto per la formazione e il lavoro all'Assegno di Maternità dello Stato fino ad arrivare alla rinuncia al congedo straordinario.


L'INPS, mediante il Messaggio n. 2600 del 10 luglio 2023, ha introdotto un aggiornamento al servizio telematico dedicato alla presentazione delle domande di congedo, introducendo una nuova funzione denominata "Rinuncia".


In pratica, se hai già inoltrato una richiesta di congedo e desideri rinunciare a uno o più mesi del periodo precedentemente richiesto, ora puoi farlo attraverso questa innovativa funzione di rinuncia. Questa modalità ti consente di comunicare all'Ente previdenziale la variazione della tua richiesta in modo efficiente.


È importante sottolineare che la funzione di rinuncia non può essere utilizzata indiscriminatamente per tutti i periodi di congedo richiesti. La rinuncia può essere applicata solo alle domande attualmente in corso di fruizione nel mese in cui viene presentata. In altri termini, non è possibile rinunciare a periodi relativi a domande già trascorse o a quelle ancora da avviare. Una chiara delimitazione che garantisce l'appropriata gestione delle richieste di congedo e delle relative rinunce.


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